case study print on demand e-commerce

Print on demand ed e-commerce: il case study di Donnied

[fusion_builder_container hundred_percent=”yes” overflow=”visible”][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][fusion_text]Su internet ormai leggiamo molti articoli che parlano di Teezily o Hoplix, e del nuovo fenomeno sul business del print-on-demand. La maggior parte di questi enfatizza, per ovvie ragioni, le cifre da capogiro che molte persone in giro per il mondo riescono a guadagnare.

Cos’ha da dire invece chi muove i primi passi in questo mondo ?

Pubblichiamo di seguito un articolo inviatoci per email da Donnied79 membro e marketer del nostro gruppo che racconta la sua esperienza quale neofita dell’e-commerce. Leggetelo è veramente un bell’articolo!

– Alessandro Kayed

[/fusion_text][/fusion_builder_column][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][fusion_section_separator divider_candy=”bottom” icon=”fa-envelope-o” icon_color=”#dd9933″ bordersize=”1px” bordercolor=”#dd9933″ backgroundcolor=”” class=”” id=””/][fusion_text]

NOVE.

E’ questo il numero di campagne che ho lanciato senza successo nelle settimane che hanno seguito la mia scoperta di GCLE ed il relativo corso online sul print-on-demand.

Qualche maglietta venduta (4 per la campagna di maggior “successo”) e la sensazione che forse questa particolare attività non faceva proprio per me.

Prima di mollare completamente ho però deciso di fare un ultimo tentativo cercando di capire dove ero stato carente in precedenza.

Anche perché il corso di GCLE mi era piaciuto veramente molto (e di corsi di Internet Marketing ne ho visti parecchi in vita mia) e tutto quello che avevo visto mi sembrava avesse un senso. Quindi non riuscivo ad accettare completamente il fallimento. Avevo una vocina nella testa che mi diceva che, seppur stessi sbagliando qualcosa, l’obiettivo non era così lontano come poteva sembrare.

Da una prima analisi fredda e imparziale (almeno per quanto possibile) mi sono reso conto che laddove avevo trovato la nicchia giusta il design della maglietta non era bello come mi era sembrato a caldo mentre invece dove ero riuscito a creare un design più accattivante avevo toppato clamorosamente la ricerca della nicchia.

 

Come risolvere questo problema?

 

Per quanto riguarda la ricerca della nicchia devo ammettere che non avevo dedicato la giusta attenzione PRIMA di andare a costruire il design della maglietta.

Avevo sempre realizzato la maglietta sulle piattaforme di print-on-demand ed in un secondo momento cercato di trovare la nicchia adatta. Qualche volta forse ero anche riuscito a trovarla ma si era trattato più di fortuna che il frutto di un lavoro come visto nel video del corso.

Per quanto riguarda il design invece avevo deciso di fare tutto da solo, un po’ per la fretta di lanciare la campagna e un po’ per risparmiare 5$ su Fiverr o su qualche altro sito simile. In questo modo avevo realizzato delle magliette che ad essere buoni si potevano definire “carine”, ma che non erano certamente da effetto “WOW”.

[/fusion_text][/fusion_builder_column][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][fusion_tagline_box backgroundcolor=”#ffffff” shadow=”yes” shadowopacity=”0.1″ border=”1px” bordercolor=”” highlightposition=”top” content_alignment=”left” link=”” linktarget=”_self” modal=”” button_size=”” button_shape=”” button_type=”” buttoncolor=”” button=”” title=”Dal momento in cui ho terminato la mia analisi ho lanciato altre 9 campagne, e 6 di queste hanno raggiunto l’obiettivo.” description=”” margin_top=”” margin_bottom=”” animation_type=”0″ animation_direction=”down” animation_speed=”0.1″ class=”” id=””][/fusion_tagline_box][/fusion_builder_column][fusion_builder_column type=”1_2″ last=”no” spacing=”yes” center_content=”no” hide_on_mobile=”no” background_color=”” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” background_position=”left top” border_size=”0px” border_color=”” border_style=”solid” padding=”” margin_top=”” margin_bottom=”” animation_type=”” animation_direction=”” animation_speed=”0.1″ class=”” id=””][fusion_text]Cos’é cambiato?

A guardarle dall’esterno forse si potrebbe dire ben poco, mentre invece è cambiato tutto.

Perché il processo che ho iniziato a seguire è stato quello visto nei video, partendo dalla nicchia, facendo tanta ricerca fino all’individuazione di quella giusta e soprattutto targettizzabile e solo a quel punto passando alla realizzazione grafica.

Che la definizione della nicchia rappresentasse l’80% del successo l’ho capito definitivamente con la mia campagna pod di maggior successo dopo averla lanciata in due nazioni differenti, Italia e Inghilterra e ottenendo risultati diametralmente opposti. 113 vendite in Italia e 8 in Inghilterra.

Facendo una analisi più accurata del targeting nel nostro paese c’era infatti un gruppo piuttosto nutrito e soprattutto attivo, composto da circa 60 mila persone, di utenti che avevano molto a cuore la nicchia in questione mentre in UK i gruppi erano molto più generici e di conseguenza l’interesse per l’argomento era meno forte.

Per fare un esempio legato ad un altro argomento che possa rendere l’idea, la differenza tra i due gruppi è quella che può esserci tra una targettizzazione mirata a chi ha l’abbonamento allo stadio per seguire l’Inter e chi invece fa parte del gruppo su Facebook “Forza Inter”. Sono entrambi composti da tifosi neroazzurri ma l’interesse dei primi è assolutamente più forte e di conseguenza i risultati che si possono ottenere.[/fusion_text][/fusion_builder_column][fusion_builder_column type=”1_2″ last=”yes” spacing=”yes” center_content=”no” hide_on_mobile=”no” background_color=”” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” background_position=”left top” border_size=”0px” border_color=”” border_style=”solid” padding=”” margin_top=”” margin_bottom=”” animation_type=”” animation_direction=”” animation_speed=”0.1″ class=”” id=””][fusion_text]Fabrily-guadagnare-con-le-magliette[/fusion_text][/fusion_builder_column][fusion_builder_column type=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”no” center_content=”no” min_height=”none”][fusion_text]So che all’inizio può essere frustrante avere delle campagne di print-on-demand con zero vendite ma prima di mollare chiedetevi se avete realmente seguito tutti i passaggi del corso o avete provato a prendere delle scorciatoie come me. In quest’ultimo caso vale la pena di ritentare in maniera più strutturata.

– Donnied79

Se avete domande o dubbi commentate l’articolo nel nostro gruppo chiuso

[/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]