• velocizzare la gestione di un account google ads

Come velocizzare la gestione dell’account Google Ads

di Giuseppe Scollo

Se lavori su Google Ads devi avere a disposizione una serie di “scorciatoie” che ti aiutino a velocizzare alcune attività, spesso ripetitive.

Risparmiare tempo è un ottimo modo per aumentare la produttività e magari dedicarti ad attività più strategiche.

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Google Ads Checklist 1/2

Tempo fa’ avevo letto un articolo del blog di wordstream che sintetizzava i 10 modi per gestire in modo più veloce un account Google.

Nonostante sia un’ottima base di partenza mancano almeno due strumenti che ritengo fondamentali per aumentare la propria produttività in Google Ads.

Ecco la mia lista dei 10 strumenti più importanti per risparmiare tempo nella gestione di un account.

1) Google Ads Editor
2) Colonne salvate
3) Filtri Salvati
4) Liste di keyword negative
5) Liste di posizionamenti esclusi
6) Le checklist
7) Regole e script
8) Report automatici e Data Studio
9) Strategie di offerta automatica
10) Dashboard

1)Google Ads Editor

Lo strumento principe per risparmiare tempo che mi ha davvero cambiato la vita: Google Ads Editor.

Si tratta di un software di google stesso da installare nel proprio pc che permette di lavorare sulle campagne offline.

L’ho scoperto quando ancora la piattaforma adwords era davvero “primitiva” e questo strumento mi ha permesso di risparmiare montagne di ore di lavoro.

Oggi lo uso tantissimo perchè permette di fare operazioni complesse con una facilità e una velocità pazzesca.

Modificare le campagne con operazioni del tipo “taglia, copia e incolla” oppure con operazioni di “trova e sostituisci” diminuisce sostanzialmente i tempi di lavoro.

Inoltre si può lavorare offline sugli account e scegliere quando effettuare una modifica senza per forza doverla fare con la campagna “live”.

Altra cosa che ritengo importantissima è la possibilità di fare modifiche di tipo collettivo. Scaricando e caricando dei fogli di calcolo si possono ottenere migliaia di modifiche in pochi clic.
E’ possibile creare dei fogli di calcolo base con delle impostazioni standard come elenchi di esclusione, setting base e target geografico delle campagne, da utilizzare come bozza per poi creare il vero account.

Infine permette di visualizzare le statistiche e quindi ad esempio di andare a cambiare velocemente annunci o estensioni in base al dato effettivo di CTR o di conversione.

2) Colonne salvate

In genere le cose da controllare in un account sono più o meno sempre le stesse. Avere un set di colonne salvate ci permette di avere al volo un report da consultare magari differenziato per ogni sezione dell’account.

Nel tempo mi sono resoconto che facevo un errore strategico. Ovvero avevo un solo report per ogni sezione con tutto quello che mi serviva. Però utilizzare il pannello Google Ads con un set di 15-18 indicatori spesso è confusionario e ti obbliga spostarti con il mouse per vedere tutti gli indicatori.

Da un po’ di tempo preferisco avere più set di colonne salvate, con un set base di dati (impression, clic, ctr, cpc, costo, conversioni) a cui poi vado ad aggiungere uno o al massimo due indicatori specifici. In questo modo dovrò consultare più di un report ma per ognuno di questi avrò una visione immediata dello specifico kpi selezionato e salvato.

3) Filtri Salvati

I filtri sono un strumento molto utile perchè ci permettono di osservare velocemente un fenomeno specifico relativo ad una porzione dell’account.

Specie su account grossi non posso controllare ogni giorno, tutte le parole, tutti i gruppi di annunci, tutti i segmenti ecc… Avere dei filtri già pronti e attivabili con un clic mi permettono di identificare velocemente problemi o opportunità in un account.

Prendiamo ad esempio i punteggi di qualità. Avere un filtro che mi fa vedere tutte le parole chiave al di sotto di 4 oppure tutte quelle sopra il 7 mi permette di capire in un clic se ci sono parole che Google valuta negativamente o positivamente e quindi di andare ad intervenire.

Altri filtri salvati che consiglio di avere potrebbe essere:
Parole chiave con CTR bassi ovvero con 0 clic e maggiori di 100 impression
Parole chiave con CPA sotto la media
Parole chiave di campagna brand con impression share inferiore al 50%

4) Liste di keyword negative

Le parole chiave escluse sono uno strumento indispensabile che dobbiamo assolutamente conoscere e sfruttare in ogni account Google Ads. Se poi usiamo le liste diventano ancora più facili da gestire.

Praticamente in tutti i miei account ci sono varie liste di parole chiave negative. Sfruttare la sezione dell’account ad hoc per avere e monitorare in un unico posto tutte le parole chiave escluse è un modo ottimo per risparmiare tempo. Tenete conto che si possono gestire fino a 20 elenchi diversi e ognuno può avere fino 5.000 parole negative.

Tra l’altro è possibile esportare questi elenchi in diversi account e potremmo avere ad esempio degli elenchi validi per tipologia di settore o comunque della ottime basi di partenza su cui lavorare.

5)Liste di posizionamenti esclusi
Una delle attività essenziali quando lavoriamo su campagne display è andare a collezionare ed eliminare tutti quei posizionamenti che portano traffico di bassa qualità.

Come per le parole chiave escluse possiamo inserire questi posizionamenti in una lista, anzi in più liste suddivise per tipologie:
Canali Youtube di bassa qualità
App di bassa qualità
Siti internet di bassa qualità

La buona notizia è che queste liste sono esportabili e utilizzabili in quasi tutti gli account. Quindi sono davvero un ottimo modo per risparmiare tempo.

Tra l’altro vi segnalo questo post del gruppo Google Advanced dove trovate delle liste già pronte da utilizzare e un mini tutorial su come caricare le liste di posizionamenti negativi tramite Google Ads Editor.

La brutta notizia è che queste liste vanno aggiornate in continuazione con nuovi posizionamenti. La rete Display di Google è gigantesca e va monitorata costantemente.

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6) Le checklist

Avere un elenco da seguire in merito alle cose da fare aumenta la nostra produttività perché sappiamo cosa fare e anche con che priorità. Questo vale nella vita normale figurati su una piattaforma complessa come Google Adwords.

Esistono delle check list già pronte che sono molto utili sia in presenza di un nuovo account da creare sia per verificare lo stato dell’arte di un account utilizzato da altri.

Sul gruppo facebook Google Advanced il buon Valerio Celletti aveva postato una checklist ben fatta e omnicomprensiva che potrebbe essere molto utile. Ecco il link: https://www.process.st/checklist/ppc-audit-checklist

Una cosa che ho imparato nel tempo è che avere liste di task troppo lunghe potrebbe essere controproducente. La soluzione è a mio parere avere delle liste di cose da fare suddivise su base temporale.

In questo modo so quali sono le attività da fare giornalmente, quelle settimanali e quelle mensili.

La combo perfetta è poi usare le check list temporali con un programma di gestione dei flussi di lavoro. Io mi trovo molto bene con trello ma credo checklist e scadenze siano presenti in qualunque software di questo tipo.

7) Regole e script

Se andate in strumenti e azioni collettive troverete le regole automatiche. Si tratta di impostare un automazione per cui al raggiungimento di un determinato obiettivo scatta un azione in modo automatico.

Sono ottime per funzioni di controllo. Ricevere una mail quando il numero di impression di un account va a 0, perché è saltato un pagamento, è solo un utilissimo esempio di quanto possono essere utili queste regole.

Possono essere usate per mettere in pausa delle campagne o dei gruppi di annunci al raggiungimento di un determinato kpi. Ad esempio se il nostro cpa target diventa troppo caro posso impostare una regola che metta in pausa la campagna.

Si possono impostare regole praticamente a quasi tutti i livelli dell’account (campagna, gruppo di annunci, parole chiave, segmenti di pubblico, posizionamenti, fasce d’età, sesso, ecc…).

Se con le regole possiamo impostare delle automazioni con gli script possiamo fare davvero tutto ciò che vogliamo o quasi al nostro account Google Ads in modo automatico.

Gli script non sono altro che delle porzioni di codice javascript che vengono inserite nell’account per modificarne il funzionamento in base ad esigenze specifiche. In pratica si può fare tutto o quasi.

La parte negativa è che trattandosi di codice occorre saper programmare in javascript oppure avere comunque una discreta conoscenza del linguaggio di programmazione.

Quindi in teoria per chi come me non mastica codice non potrebbe utilizzarli.

Nella pratica esistono due modi per usare gli script anche se non siete degli esperti programmatori:
Utilizzo script di altri, quelli ufficiali che trovo nella sezione ufficiale di Google Ads dedicata oppure quelli di veterani di Google Ads, specializzati in script.
Pago un professionista con lo scopo di creare uno script progettato ad hoc per le esigenze di un account specifico.

Vi segnalo due risorse che ritengo molto utili se volete approfondire l’argomento script:

(guida ufficiale di Google Ads)
(blog dove potete trovare tantissime risorse sugli script)

8) Report automatici e Data Studio

Chi non manda il report mensile o trimestrale al proprio cliente scagli la prima pietra. Avere un sistema automatizzato che non solo crea il report ma invia direttamente la mail sia la cliente che all’advertiser stesso è un modo fantastico per risparmiare tempo.

Certo il bravo advertiser poi scrive al cliente spiegando le informazioni contenute dentro il report e cosa significa in termini spiccioli per il cliente e per il suo business.

Google mette a disposizione la sezione report per creare dei report molto utili. Tali report possono essere creati, aggiornati e automaticamente mandati al cliente.

Consiglio di dare un occhio alla sezione report perchè si hanno a disposizione tantissime metriche e non tutte disponibili nel normale pannello google ads. Si pensi alle smart shopping. Grazie alla sezione report è possibile individuare i posizionamenti dove finiscono i banner relativi alla componente display della smart shopping.

Per i report però preferisco datastudio. Si tratta davvero di uno strumento fantastico per automatizzare la creazione e l’invio dei report al cliente. Ma Essendo un sistema di reportistica complesso potrebbe essere molto ostico nella fase iniziale.

Per questo consiglio di partire con un report già pronto per imparare ad utilizzarlo bene. Al tal proposito date un occhio alla sezione datastudio del sito adalysis di Brad Geddes, altro veterano di Google Ads. Troverete report già pronti da utilizzare e tutorial su come utilizzare lo strumento.

9) Strategie di offerta automatica

Le strategie di offerta automatiche, le famose offerte smart bidding, sono un’altra opzione molto utile per risparmiare tempo. Veloci e pratiche possono offrire ottimi risultati. Certo poi si sconfina nello storico conflitto se è meglio la strategia automatica o manuale.

Senza entrare nel merito della diatriba le strategia di offerta automatica sono una risorsa preziosa se abbiamo poco tempo.

Un esempio virtuoso sono ad esempio le campagna shopping smart bidding che presentano una gestione dell’account molto semplice. Se il feed è fatto bene e il prodotto si vende, raggiungeranno ottimi risultati con pochissimo da tempo da dedicare alla creazione e gestione.

In generale le strategia di offerta automatiche per funzionare hanno bisogno di tanti dati e quindi tante conversioni. Quindi in presenza di piccoli account o di poche conversioni non funzionano bene.

10) Dashboard

La visualizzazione dei dati su strumenti grafici permette una rapida comprensione delle informazioni. Quindi osservare la scheda panoramica di una campagna, di tutto l’account o anche di un solo gruppo di annunci potrebbe comunicarci informazioni preziose in modo rapido.

Grazie alla panoramica abbiamo a disposizione un grafico, in cui consiglio di impostare sempre le due metriche principali, come spesa e conversioni. Poi ci sono una serie di strumenti grafici in merito a annunci, parole chiave, ricerche utenti, orari, dispositivi e tante altre preziose informazioni.

Inoltre è possibile creare delle vere e proprie dashboard personalizzate da poter utilizzare per delle esigenze specifiche. Le trovate nella sezione report.

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